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Ingresso in Kuwait e situazione pandemica – 01.12.2020

1. Le autorità del Kuwait hanno adottato significative restrizioni in materia di ingresso nel Paese.

Gli individui provenienti dai seguenti Paesi (inclusa l’Italia) non possono effettuare viaggi diretti verso lo Stato del Kuwait: Afghanistan, Argentina, Armenia, Bangladesh, Brasile, Bosnia-Erzegovina, Cina e Hong Kong, Cile, Colombia, Repubblica Dominicana, Egitto, Francia, Italia, India, Indonesia, Iraq, Iran, Kosovo, Libano, Messico, Moldova, Montenegro, Nepal, Macedonia del Nord, Panama, Pakistan, Perù, Filippine, Serbia, Sri Lanka, Spagna, Siria e Yemen.

  • Al fine di poter essere ammessi nello Stato del Kuwait, i viaggiatori provenienti dai summenzionati Paesi devono effettuare un periodo di quarantena di 14 giorni in un Paese di transito, che non sia ricompreso nella predetta lista . Successivamente a tale periodo, sempre in detto Paese di transito, i viaggiatori dovranno effettuare anche un test PCR ed ottenere certificato riconosciuto di negatività alla patologia COVID-19, da consegnare all’ingresso in Kuwait. Non possono inoltre intercorrere più di 96 ore dalla data del test riportata nel certificato di negatività al COVID-19 e il momento di arrivo del passeggero nello Stato del Kuwait. Inoltre, si segnala che i passeggeri in arrivo all’Aeroporto Internazionale del Kuwait sono sottoposti nella misura di un campione casuale del 10% degli arrivi giornalieri ad un ulteriore test PCR, per l’esame della eventuale positività al COVID-19.
  • Una volta giunti in Kuwait, i viaggiatori sono sottoposti ad una quarantena domiciliare obbligatoria di 14 giorni, monitorata con strumenti di tracking della posizione dell’individuo in tempo reale, mediante l’utilizzo di una preposta applicazione da scaricare sul proprio smartphone prima del viaggio in Kuwait.

2. Poiché l’andamento pandemico in Kuwait resta significativo, seppure in relativo calo, il Governo kuwaitiano ha sospeso l’avanzamento del programma di “decompressione – ritorno alla normalita’”, in cinque fasi, deciso in Consiglio dei Ministri gia’ il 30 maggio scorso.

La fase 5, infatti, originariamente prevista in vigore dalla seconda meta’ di agosto (23 del mese), avrebbe infatti dovuto far rientrare alla propria occupazione il 100% dei lavoratori pubblici e privati, oltre a riaprire club e palestre, locali per mostre ed esposizioni, cinema e teatri, nonche’ consentire la ripresa di riunioni familiari e cerimonie pubbliche. Il progressivo rinvio dell’entrata in vigore di ogni precedente fase migliorativa ha pertanto impedito che la quinta e ultima – di ripristino delle normali condizioni pre-pandemiche – entrasse a tutt’oggi in vigore.

Al momento i locali pubblici, club, palestre, ristoranti e centri commerciali restano aperti ma con importanti misure di distanziamento sociale e contingentamento dell’utenza visitante.

Gli asili nido restano chiusi mentre le scuole materne operano unicamente in regime virtuale. Le scuole operano principalmente online così come le università.